{"id":3778,"date":"2020-05-29T15:32:56","date_gmt":"2020-05-29T13:32:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.laboratorioformentini.it\/?post_type=event&p=3778"},"modified":"2020-07-03T16:40:57","modified_gmt":"2020-07-03T14:40:57","slug":"friday-im-in-love-13","status":"publish","type":"event","link":"https:\/\/www.laboratorioformentini.it\/eventi\/friday-im-in-love-13\/","title":{"rendered":"Friday I’m in love – Studio Ghibli"},"content":{"rendered":"
Benvenuti su\u00a0LaLaLab<\/a>, questa \u00e8\u00a0Friday I\u2019m in Love<\/em>, la rubrica del venerd\u00ec dedicata a notizie e iniziative culturali (e non solo) scelte per voi.<\/p>\n Sono trascorsi 35 anni da quando i registi Hayao Miyazaki<\/strong> e Isao Takahata<\/strong> hanno fondato lo Studio Ghibli<\/a><\/strong>, il leggendario studio di animazione giapponese che negli anni ha realizzato capolavori amati in tutto il mondo: La citt\u00e0 incantata<\/em> (film vincitore dell\u2019Orso d\u2019oro al Festival di Berlino e del Premio Oscar per il miglior film d\u2019animazione), Principessa Mononoke<\/em> e Il castello errante di Howl <\/em>sono solo i pi\u00f9 noti; o almeno lo erano fino a cinque mesi, quando Netflix ha reso disponibile l\u2019intero catalogo dello Studio \u2013 da Nausica\u00e4 della Valle del vento <\/em>(1984)<\/em> a Quando c\u2019era Marnie <\/em>(2014)<\/em>,<\/em>l\u2019ultimo film dello Studio prima della temporanea chiusura dovuta al ritiro di Miyazaki \u2013 permettendo a persone di tutto il mondo di scoprire questo meraviglioso universo animato. Per approfondire.<\/p>\n Qui<\/a> potete leggere un interessante articolo di la Repubblica.<\/p>\n
\nChi ha gi\u00e0 avuto il piacere di immergersi nella poesia di questi 22 lungometraggi sar\u00e0 felice di scoprire l\u2019esistenza di un luogo fisico che tenta di racchiuderla e raccontarla.
\nDurante la produzione de\u00a0La citt\u00e0 incantata<\/em>, infatti, Miyazaki port\u00f2 a termine anche un altro grande progetto: il\u00a0Museo Ghibli<\/a><\/strong>, inaugurato il 1\u00ba ottobre 2001. Il museo, che sorge in un parco a Mitaka, un sobborgo a ovest di Tokyo, nasce per essere uno \u201cspazio di qualit\u00e0\u201d, in cui le persone possano sentirsi a casa, capire lo spirito degli artisti e acquisire nuove informazioni sull’animazione.
\nIl museo comprende un bar, \u00abun luogo importante per il relax e il divertimento\u00bb, e un negozio, \u00abnon un negozio di occasioni che attribuisce importanza solo all’importo delle vendite, ma un negozio che continua a sforzarsi di essere sempre migliore, in cui si trovano oggetti originali realizzati esclusivamente per il museo\u00bb.
\nPer Miyazaki \u00e8 importante anche il rapporto del museo con il parco: \u00abNon si tratta solo di prendersi cura delle piante e del verde circostante, ma anche pianificare come le cose possano migliorare nel tempo, cercare un modo di gestire il museo che renda ancora pi\u00f9 bello e lussureggiante il parco, che a sua volta migliorer\u00e0 anche il museo!\u00bb
\nIl regista descrive il tipo di museo che non intendesse assolutamente presentare: \u00abUn museo pretenzioso. Un museo arrogante. Un museo che tratta i contenuti come se fossero pi\u00f9 importanti delle persone. Un museo che espone opere poco interessanti come se fossero significative\u00bb.
\nOggi possiamo valutare il risultato direttamente da casa: a causa dell’emergenza coronavirus il museo \u00e8 chiuso al pubblico ma ha aperto un\u00a0canale YouTube<\/strong><\/a>\u00a0per accompagnarci con brevi video negli spazi del museo, dal parco<\/a> alle sale interne dell’edificio, decorate e arredate con le ambientazioni e con i personaggi delle opere cinematografiche. Il tour virtuale<\/strong> ci conduce, di settimana in settimana, alla sala d\u2019ingresso<\/a>, al Caf\u00e9<\/a>, all\u2019atrio<\/a>, fino alla sala che riproduce lo studio di Miyazaki<\/a>, una stanza gremita di libri, dipinti, bozzetti, pupazzi e modellini.
\nUn\u2019esperienza davvero preziosa per i fan dello Studio Ghibli e del suo magico universo.<\/p>\n