{"id":3009,"date":"2017-12-02T14:08:00","date_gmt":"2017-12-02T13:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.laboratorioformentini.it\/?p=3009"},"modified":"2020-05-19T12:48:47","modified_gmt":"2020-05-19T10:48:47","slug":"adriano-attus-neometrie-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.laboratorioformentini.it\/adriano-attus-neometrie-2\/","title":{"rendered":"Adriano Attus. Neometrie"},"content":{"rendered":"
La mostra presenta l\u2019ultimo ciclo di lavori che l\u2019artista ha realizzato come naturale conseguenza della ricerca nata con Numerage<\/em>, la verit\u00e0 nascosta e poi proseguita in\u00a0#wearenotnumbers<\/em>. I numeri, che nei lavori precedenti erano strumento di una riflessione sul concetto di ridondanza mediatica come altra forma del falso, ora sembrano scomparire, per lasciare il posto a un\u2019esplosione ordinata e caleidoscopica di colori<\/strong>. Eppure nel colore il numero sopravvive nascosto, come matrice moltiplicativa in grado di generare infinite combinazioni di forme nello spazio: le Neometrie<\/em>\u00a0nascono come\u00a0scomposizione e ricomposizione<\/strong>\u00a0di quei frammenti in un ordine\u00a0apparentemente casuale<\/strong> che diventa, nella cristallizzazione dell\u2019opera e nella visione d\u2019insieme, permanente. Attus invita a scorgere l\u2019insieme nel particolare, ad andare oltre l\u2019apparenza<\/strong>, verso quell\u2019uno, matematico, cromatico e forse esistenziale, che sottende il tutto, e lo fa con un linguaggio che \u00e8 il linguaggio stesso, senza pi\u00f9 l\u2019uso di segni e significanti, ponendo l\u2019osservatore di fronte alla grammatica primaria della creazione, al suo stesso codice.\u00a0I visitatori sono invitati<\/strong> a decostruire a loro volta l\u2019ordine creato: l\u2019incanto del gioco, come modalit\u00e0 di appropriazione della realt\u00e0 e quindi del processo creativo, ha infine il sopravvento.<\/p>\n Adriano Attus<\/strong> <\/p>\n
\nSanremo, 1971. Da oltre 20 anni designer<\/em> e art director<\/em> nei periodici delle principali case editrici italiane, dal Mondo a Panorama, ora direttore creativo del Sole 24 Ore, poliedrico e multimediale, ha collaborato con Axa, Bloomberg, Bmw, Eni, Iulm. Da sempre combina numeri e colori in una ricerca che progressivamente diventa la cifra stilistica del suo lavoro di artista, esposto per la prima volta alla Galleria L\u2019Affiche di Milano nel 2015, a cura di Mathia Pagani. Seguono, tra le altre, le mostre al Mudec Art Wall, Milano (2015), la partecipazione ad Italian AXA Forum, Palazzo delle Esposizioni, Roma (2016), Wopart Fair, Lugano, con Galleria l\u2019Affiche (2017).<\/p>\n