<\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n <\/p>\n
Ho lavorato con tre editor: con Severino Cesari al primo romanzo,\u00a0I primi tornarono a nuoto<\/em>, con Rosella Postorino a\u00a0I fratelli Kristmas<\/em>\u00a0e\u00a0La compagnia dell\u2019acqua<\/em>\u00a0e con Laura Cerutti a\u00a0Il censimento dei radical chic<\/em>\u00a0e\u00a0Happydemia<\/em>. E ogni volta \u00e8 stato diverso, non solo per le persone ma anche perch\u00e9 il testo cambia la relazione. Quello che ho imparato lavorando con tutti \u2013 lavorando da editor con scrittori \u2013 \u00e8 che per imparare a scrivere bisogna imparare a leggere, ma che per imparare a leggere quello che hai scritto bisogna fare un passo indietro e guardare da lontano la storia in cui sei immerso. La funzione dell\u2019editor \u00e8 raddoppiare occhi, orecchie e cervello di chi scrive, ma anche aiutarlo a sdoppiare s\u00e9 stesso per acquisire una visione complessiva di quello che sta scrivendo. Scrivere \u00e8 sempre un\u2019attivit\u00e0 di relazione. Il genio romantico che crea dal nulla in solitudine \u00e8, appunto, un ideale. Chi scrive \u2013 anche se scrive da solo, anche se rifiuta di lavorare con un editor \u2013 cerca sempre una relazione con i lettori ed \u00e8 in relazione con i personaggi della sua storia. L\u2019editor \u00e8 il primo lettore ed \u00e8 un personaggio, a suo modo, perch\u00e9 pu\u00f2 rivendicare coerenza di comportamento se nel testo manca, ma soprattutto \u00e8 uno specchio in cui chi scrive pu\u00f2 guardarsi per decidere in che direzione andare, quali strade prendere e quali abbandonare. Non d\u00e0 risposte e non indica strade, perch\u00e9 gli specchi non danno risposte e non danno indicazioni. Aiutano a guardarsi in faccia.<\/p>\nSeverino Cesari ti portava in un bar e iniziava a leggere ad alta voce quello che avevi scritto, dopo un paio di pagine quando cominciavi ad acquietarti nella vanit\u00e0, ti sussurrava a tradimento \u201cqui perdi il lettore\u201d e prima che avessi il tempo di ribattere riprendeva a leggere fin quando, magari tre pagine pi\u00f9 in l\u00e0, ti diceva \u201cqui lo riprendi\u201d. Per Cesari solo ascoltando le proprie parole si poteva capirle, riconoscere il suono delle parole e il ritmo delle frasi, si poteva vederle, si poteva diventare davvero lettori di quello che si era scritto. Era il suo metodo, la voce metteva il testo nel mezzo, in uno spazio sospeso tra scrittore ed editor, che si mettevano a disposizione di una storia che non apparteneva pi\u00f9 a nessuno, perch\u00e9 era di tutti, si trattava si farla venire a galla. Rosella Postorino \u00e8 implacabile sulla struttura e sulla coerenza tra le parti, quindi sull\u2019architettura. Il suo metodo, pi\u00f9 che sull\u2019ascolto, si basa sul chiedere conto di ogni scelta fino a stanare quello che vuoi dire davvero. Postorino \u00e8 implacabile non solo sulla struttura, lo \u00e8 anche sulla carne perch\u00e9 ha un\u2019intuizione speciale per l\u2019aspetto sensoriale della scrittura, sente il corpo dei personaggi e ti spinge a inchiodare la narrazione alle sensazioni che provano.<\/p>\n
Con Laura Cerutti ho lavorato ai miei due ultimi libri,\u00a0Il censimento dei radical chic<\/em>\u00a0e\u00a0Happydemia<\/em>, di cui parleremo durante l\u2019incontro, che forse sono i pi\u00f9 rischiosi perch\u00e9 sono quasi una sfida al presente. Scommettono sul fatto che si possa trasformare in romanzo quello che accade mentre accade, per fare ridere, capire e pensare. Il lavoro non \u00e8 solo sul testo, \u00e8 anche sul tempo. Oltre al lavoro sulla trama, sulla lingua, sul ritmo, sui personaggi e sul mondo narrativo, che deve essere paradossale e familiare al contempo, si tratta di cercare di capire e anticipare gli eventi, si tratta di usare il romanzo come schema per raccontare il presente mentre sta accadendo. La narrazione ti costringe alla sintesi, a trasformare in dialoghi condensati e credibili, pensieri che potrebbero diventare saggi a s\u00e9 stanti, e a mettere alla prova la politica sulle vite concrete dei tuoi personaggi. Il pericolo, come si sa, \u00e8 dovuto al fatto che il presente cambia di continuo, procede a zig zag e in un istante pu\u00f2 fare crollare quello che avevi visto e previsto. Per questo la velocit\u00e0 \u00e8 fondamentale. Bisogna fare a gara con la storia e scrivere in fretta, senza scalette fisse, con un\u2019attenzione costante alle notizie, perch\u00e9 bisogna essere pronti ad accogliere nel romanzo l\u2019attualit\u00e0, le parole della politica, le notizie strane e quelle esemplari. Con Laura Cerutti l\u2019editing accade in diretta, capitolo per capitolo o quasi, in un dialogo costante che, se non fosse affrontato con la sua leggerezza e la mia incoscienza, farebbe tremare. Anche Cerutti \u00e8 implacabile \u2013 e se non \u00e8 convinta gira intorno alla sua preda fin quando cade o si trasforma \u2013 ma per fortuna non demorde ridendo.<\/p>\nGiacomo Papi<\/p>\n
Happydemia. Raccontare il presente (ed eventualmente riderne)<\/em>.<\/a>\u00a0Mercoled\u00ec 5 maggio alle ore 19.00 con Giacomo Papi e Laura Cerutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Mercoled\u00ec 5 maggio alle ore 19.00\u00a0Giacomo Papi e Laura Cerutti parleranno di \u201cHappydemia\u201d e \u201cIl censimento dei radical chic\u201d\u2018. Ho lavorato con tre editor: con Severino Cesari al primo romanzo,\u00a0I primi tornarono a nuoto, con Rosella Postorino a\u00a0I fratelli Kristmas\u00a0e\u00a0La compagnia dell\u2019acqua\u00a0e con Laura Cerutti a\u00a0Il censimento dei radical chic\u00a0e\u00a0Happydemia. E ogni volta […]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":4516,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[25],"tags":[68,65,100],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.laboratorioformentini.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4542"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.laboratorioformentini.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.laboratorioformentini.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laboratorioformentini.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laboratorioformentini.it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4542"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.laboratorioformentini.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4542\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4544,"href":"https:\/\/www.laboratorioformentini.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4542\/revisions\/4544"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laboratorioformentini.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4516"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.laboratorioformentini.it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4542"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laboratorioformentini.it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4542"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laboratorioformentini.it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4542"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}